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IL LINGUAGGIO DEL COLORE DI RAFFAELE AUTUNNALE
Leonardo diceva:”…farai le figure e le cose in tale atto il quale sia sufficiente a dimostrare quello che la figura ha nell’animo, altrimenti la tua arte non sarà laudabile…”.
Raffaele Autunnale segue la cultura dell’oggetto- stato d’animo e trova la sua più felice espressione nel colore, che rende nobili i sentimenti, come una favola che si autoracconta, che ha un suo senso e una sua morale, come tutte le favole di questo mondo.
La forma-informale di Autunnale, di richiamo cubista-moderno, e lo accoppiamento ideale dei colori, è quella della nostra interiorità, che vuole dare forma e colore decodificabili alle emozioni che caratterizzano la nostra vita.
Generoso nei cromatismi (deve esserlo anche nella vita) Autunnale è un artista libero, fuori da ogni schema precostituito e la sua pittura gioca con i colori energetici, il movimento e la luce.
Autunnale è uno sperimentatore accanito del quotidiano, delle opposte realtà, dei differenti linguaggi, delle situazioni impreviste, è un artista coinvolgente, di quelli che ti attirano dentro l’opera come una calamita e che ti tengono lì sospeso tra la meraviglia e il piacere della scoperta.
Le opere di Autunnale sono intrise di ottimismo e di gioia di comporre, come un musicista che abbia finalmente trovato la sua vena ideale, uno Chopin del pennello, un artista di straordinaria poesia, finezza e coerenza; egli scrive poesie col pennello, con una interpretazione del tutto personale del contemporaneo e i colori sono le forze che plasmano le sue visioni rilassanti e cromoterapeutiche, che ci allontanano da questo mondo caotico e disordinato.
Per Autunnale sono state fondamentali le lezioni parigine di Cézanne, creatore dello spazio per via dei volumi, di Picasso, Braque e Léger, che pongono l’accento sull’oggetto nella sua essenzialità, nel processo di “distruzione” della prospettiva, con l’esigenza di dare una simultaneità di visione per tutti gli aspetti esprimibili, l’unicità del punto di vista, annullando i piani intermedi di fondo in un unico processo di scomposizione.
Autunnale ha bene appreso questa lezione , rifiutando il soggetto letterario per indagare nella struttura dello stesso, smembrandolo e studiandolo in tutte le sue sfaccettature.
L’entusiasmo di Autunnale per il colore, la luce prettamente mediterranea e lo spazio sono di incomparabile armonia; il suo è il linguaggio dei colori che parlano e ci insegnao come con poche cromie si possono creare opere divine, come nella musica, dove sette note sono sufficienti a creare opere immortali.
In Autunnale c’è il rifiuto di piegarsi alle esigenze cattedratico-realistiche dell’immagine e nelle sue opere c’è la lotta continua del formale nei confronti dell’informale e i due contendenti vincono alternativamente.
I suoi quadri sono come delle favole per adulti e dato che nelle favole nulla è impossibile, l’arte di Autunnale diventa la visibilità del contenuto poetico della favola e della poesia come amore puro.
Raffaele Autunnale, nelle sue opere, diventa l’ape operaia della poesia e della fantasia, che ci offre sotto forma di oggetto d’arte, utilizzando i colori per rappresentare il linguaggio della poesia stessa, prodotto della sua interiorità.
Quello di un artista come Autunnale è un cammino etico puro e la sua opera serve ad elevare il suo spirito (e il nostro) e ad indicargli la strada verso l’appagamento delle esigenze interiori, verso la ricerca della famosa “verità”, l’araba fenice di ogni uomo creativo.
Dato che la musica non si presta ad essere raccontata e la pittura non può essere trasformata in suono, Raffaele Autunnale usa la forma , lo spazio e soprattutto il colore per spiegarsi e lo fa creandoci fantastiche emozioni.
Eraldo Di Vita
SORPRENDENTE LIBERTA'
Sorprendente, lucido ed imprevedibile, Raffaele Autunnale ci propone un approccio poetico sulla grande speranza umana:la libertà.
L’artista, con una scoppiettante tecnica pittorica, ricca ed intensa mediata da dinamiche composizioni di forme e colori, addensa irriverenti scarabocchi quasi come un giovane graffitista urbano erede dell’espressionismo astratto alla Pollok.
Autunnale si propone con una decisa rinuncia alla rappresentazione dell’oggetto, privandolo del compito di attrarre l’attenzione percettiva, o appena accennato per esaltarne risonanze interiori, la spiritualità capace di entrare direttamente in comunicazione con la sensibilità creatrice,limitandosi alla sola evocazione e lasciandoci quindi la libertà di creare e ricreare insieme a lui sensazioni profonde.
Nell’era dei computer, dei mouse, delle tavolette grafiche e del digitale… ormai ci siamo dimenticati la bellezza di muoverci liberamente con i colori sulla tela come bambini, avere tutto quel bianco a disposizione da riempire…quasi senza scopo, senza un obiettivo, gesti pittorici in libertà, senza nessuno a giudicare quello che fai…provando sensazione di sconfinata libertà e la capacità di dipingere le emozioni con la spontaneità del bambino.
Autunnale ascolta se stesso e liberandosi dagli schemi pone una nuova consapevolezza per una nuova possibilità figurativa: quella di gettare il famoso sassolino nello stagno della nostra psiche, spesso dominata ed occupata da convenzioni e ritmi di vita ormai stereotipati, invitandoci alla libertà, al sogno ed al candore dell’infanzia, liberandoci della scorza esteriore dei fenomeni, della loro superficie visibile, non è più dell’oggetto in sé, ma spingendoci ad attrarre l’attenzione percettiva verso la pura sensazione/emozione data dal colore.
Paolo Orsatti
SCOPRITORE DI FORME
Per parlare dei lavori degli ultimi dieci anni di Raffaele Autunnale, bisognerebbe fare prima delle premesse sul significato di informale.
Cosa è veramente informale? Cosa può essere senza forma?
In arte ogni gesto assume forme che vanno ad affiancarsi così nell’immaginario albo delle figure.
Una macchia non ha forma predefinita, ha la sua forma, non è geometrica, ma introduce se stessa in una superficie nuova, quindi si disegna nell’istante in cui è creata.
Raffaele Autunnale questo concetto lo ha capito bene, e ce ne dimostra frequentemente la sua applicazione. Le sue opere più recenti sono un elogio alla “nuova“ forma, alla consistenza del gesto che prende dimensioni e volumi, indicando lo spazio necessario per trasformarsi da colore puro sulla tavolozza a figura sulla tela.
Crea cerchi perfetti, curve sinuose, triangoli casuali, che si trasformano in veri e propri solchi sulla tela, lasciando così lo spazio per una terza dimensione: la profondità.
Usa gli smalti, Autunnale, e ne esalta ogni vantaggio, ripone sulla tela ben preparata la risultanza mai casuale di ogni gesto compiuto con il pennello in mano, vive l’intensità immodificabile dello smalto che raggiungendo la tela è velocissimo ad asciugare, quindi difficile da coprire o da riparare.
Ogni sua opera è la risultanza di uno studio mentale, qualcosa che già vede prima ancora di fare, una ricerca di libera sperimentazione sul significato vero o recondito di ogni gesto che ha preso nuova vita.
Nulla di astratto, se astratto vuol dire fuori dalla realtà, ma sicuramente preso dalla realtà, come particolare, come attenzione all’infinitamente piccolo, che diventa imponente sulla tela.
Autunnale è scopritore di forme, non astratte, ma estrapolate dalla realtà, nell’attimo in cui porta alla luce una nuova forma, diviene spettatore come chiunque altro si trovi di fronte all’opera in quel momento, stupendosi come chiunque altro, esaltandosi come chiunque altro.
Questa la sua grandezza, questo il suo genio.
Raffaele Autunnale usa i colori per esprimere le sensazioni, lasciando ad essi il compito di dare i significati, ogni sua opera è la sintesi assoluta di studio, sentimento e sperimentazione, che trova come risultato un’armonia perfetta che appaga a pieno gli occhi ed il cuore di chi ci sta di fronte.
Luca Renna
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